The Band – The Band (1969)

Poi, un giorno, dal Canada arrivò The Band.

Mentre, a metà degli anni ’60, i vari gruppi avevano intrapreso un percorso lungo strade lastricate di colori, sogni ed erbe varie c’era un gruppo di ragazzi – giunto dal Canada con le loro pesanti giacche di lana a scacchi e amici di un batterista dell’Arkansas – che decise di avventurarsi lungo le “strade blu” di quell’America rurale e patriarcale dove è la terra la protagonista, vera e unica.

La terra come “The Great Divide” che separa e che unisce, la differenza tra Nord e Sud, la storia della Guerra di Secessione vista con gli occhi di un americano che ha la sua personale visione dell’accaduto.

Un percorso che questi 5 ragazzi hanno fatto, giunti negli USA – dopo le esperienze in Canada al fianco del rocker Ronnie Hawkins – inizialmente assieme al più grande di tutti, Bob Dylan, proprio colui che diede il nome al gruppo: The Band.

Col songwriter di Duluth Robbie Robertson e Rick Danko incisero “Blonde On Blonde” (1966) e i 4 canadesi (Levon Helms venne sostituito da Mickey Jones) partirono per il meraviglioso tour di cui possiamo apprezzare nel vol. 4 delle Bootleg Series il set tenutosi alla Royal Albert Hall di Londra del 17 marzo 1966.

Arriviamo al 1967 dove verranno messe su nastro le registrazioni effettuate nella loro casa (Big Pink) nei pressi di Woodstock durante il periodo di convalescenza per l’incidente motociclistico che bloccò lo stesso Dylan e che confluirono nel doppio album “The Basement Tapes” che vedrà la luce solo nel giugno del 1975.

È giunta l’ora di camminare con le proprie gambe ed ecco arrivare l’album di debutto che fece gridare al miracolo, quel “Music From Big Pink”, uscito il 1 luglio 1968 e che conterrà – tra le tante – il capolavoro “The Weight”, brano tra i più amati dell’intero panorama rock mondiale.

Il successo di questo album verrà bissato l’anno seguente da “The Band” (Capitol EMS 1192), altro grande capolavoro, ancora più maturo, dove emergono tutte le grandi passioni della band alla costante ricerca delle radici storiche e musicali dell’America.


Promuovi la tua musica con WIT Grafica & Comunicazione


The Band – The Band

Ascolta “The Night They Drove Old Dixie Down” di The Band


The Brown Album, nei negozi dal 22 settembre 1969, è un vero condensato di miti dal blues, al folk, gospel, cajun e dove i protagonisti sono tangibili e reali, storici, geografici e religiosi, il tutto condito da uno stile musicale che avrebbe influenzato tantissimi musicisti da lì in poi.

Registrato nella depandance della villa con piscina di Sammy Davis Jr. all’8850 di Evanview Drive sulle colline di Los Angeles e terminato presso la Hit Factory di New York, “The Band” ha aperto ad un nuovo pubblico giovanile le porte dell’immaginazione, come quando si va nella soffitta dei nonni e si apre il baule impolverato che contiene i segreti del secolo precedente.

Ecco, allora, che emerge l’America più vera, delle praterie, i grandi spazi, le frontiere, la Guerra Civile, la posa dei binari delle prime ferrovie che univano l’East con quel West fatto di fango, sceriffi più banditi dei banditi stessi, puttane e wiskey.

La puntina inizia il suo viaggio tra i solchi di “Across The Great Divide” e non si poteva partire meglio con quello che diverrà un classico nei live della formazione e con Richard Manuel che si conferma un grande cantante, oltre che autore.

“Rag Mama Rag” inizia col violino old time di Danko che introduce la band con Levon Helm al mandolino mentre a sedersi dietro i tamburi sarà Manuel e Garth Hudson avrà la capacita, col suo piano, di portarci in un tipico bordello di Storyville.

Ascoltando “The Night They Drove Old Dixie Down” capiamo che non è solo uno dei capolavori a firma Robertson, ma un limpido saldo indietro nel tempo dove troviamo una nuova visione del Sud sconfitto nella Guerra di Secessione, dove Jessie James è giustamente l’eroe e quelli dell’agenzia Pinkerton rappresentano i cattivi.

Arriviamo alla ballata “When You Awake”, scritta a due mani da Robertson e Manuel ed ha una certa aura biblica, perfetta per introdurci in un altro dei capolavori del quintetto, quella “Up On Cripple Creek” che contribuirà a fare la storia di The Band.

Ultimi giri della side A con le note di “Whispering Pines”, delicata e malinconica ballad ancora a firma Robertson/Manuel, che ci regala un testo di profonda solitudine.

Il lato B si apre con “Jemima Surrended”, una rock song infarcita di piano barrelhouse ricca di doppi sensi sessuali che ci introduce a “Rockin’ Chair”, canzone d’altri tempi sull’amicizia.

Cosa dire di “Look Out Cleveland” se non che scivola via che è una meraviglia con il suo omaggio al blues più urbano.

“Jawbone” è un brano saltellante, che passa dal shuffle al valzer che ci narra di un uomo che vaga per le città rubando tutto quello che riesce.

Si percepisce tantissimo il clima sudista in “The Unfaithful Servant”, dalla meravigliosa melodia che potrebbe far da colonna sonora ad un’opera di Tennessee Williams e ci porta alla conclusiva “King Harvest (Has Surely Come)” e qui capiamo – se mai ce ne fosse bisogno – come mai The Band è da considerarsi una delle formazioni più importanti per il patrimonio musicale statunitense. Una canzone – cupa ed inquietente – sulle speranze infrante delle campagne, come l’ha definita il celebre critico musicale Greil Marcus, dodicesimo brano che si porta via tutto questo magnifico album.

Dobbiamo tutti quanti ringraziare Robbie Robertson (chitarra e mente), Levon Helm (la voce e batteria), Rick Danko (basso e voce), Richard Manuel (piano e voce) e Gart Hudson (tastiere) perché oltre ad essere dei grandissimi musicisti hanno saputo regalarci un suono unico, vero e un bellissimo sogno.

Un sogno chiamato America.

[Antonio Boschi]


The Band cover album 1969


Tags:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Promuovi la tua musica

Segui Antonio Boschi

Segui WIT

La mia trasmissione su Mikroradio

MUSIC PROMOTION

Sei un musicista?
Vuoi promuovere la tua attività o il tuo nuovo album?
Affidati a dei professionisti

Contatta A-Z Press

La mia playlist