In Nashville Chrome (Mattioli 1885 Books – traduzione di Francesca Cosi Alessandra Repossi) Rick Bass ci porta all’interno dell’universo dei Browns, sicuramente oggi quasi dei perfetti sconosciuti ma che alla fine degli anni ’50 negli USA erano uno dei gruppi di maggior successo per il loro modo di interpretare vocalmente brani che inesorabilmente scalavano le classifiche di vendita e di ascolto della Country Music.
La storia di tre fratelli – Maxine, Bonnie e Jim Ed – capaci come pochi di creare una celestiale e perfetta armonia vocale ma, allo stesso tempo, che nasconde al suo interno tutte le problematiche e le ingiustizie che l’industria discografica cela al suo interno.
La grande amicizia e l’amore con Elvis, con Jim Reeves, Chet Atkins, i Beatles incuriositi dal loro modo di cantare, e quel successo enorme che penseresti li avesse resi perlomeno ricchi e, invece, siamo a scoprire che la storia non è sempre così.
La vita tra la segheria del padre nei boschi vicini al Poplar Creek nell’Arkansas, e gli estenuanti viaggi in auto per raggiungere i teatri dove esibirsi, le vite private, gli amori e le delusioni personali di tre persone molto legate tra di loro ma con differenti sogni di vita.
Un bellissimo spaccato della musica country dal “di dentro” e di come si è evoluta l’industria discografica, capace di fagocitare anche il Re e lasciarci solo le macerie di un’anima pura e gentile.
Un libro tutto da leggere, anche se non amate la Country Music.








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