Sicuramente non avrei mai sperato che in Italia uscisse una biografia del chitarrista e cantante britannico Richard Thompson, ed invece eccoci qui.
Non c’è dubbio che la casa editrice romana Jimenez Edizioni si sta confermando come la più interessante in ambito di pubblicazioni dedicate alla musica.
Un po’ mi ricorda – per l’accurata scelta fuori dai classici titoli – la Tarab degli anni ’90.
Oggi, dopo averci regalato preziose perle tra cui la stupenda biografia di Robbie Robertson e il Dylan di “Blonde On Blonde” ecco arrivare, quasi improvvisamente, un altro degli artisti che maggiormente amo e di cui sempre troppo poco si è saputo, anche per il carattere schivo che ha contraddistinto l’intera carriera di Richard Thompson.
Richard Thompson, la biografia
“Beeswing – i Fairport Convention, il folk-rock, la mia voce. 1967-75” è il titolo del volume scritto dallo stesso Thompson assieme a Scott Timberg che in oltre 260 pagine ci racconta la fase iniziale della carriera del celebre chitarrista di Notting Hill, la sua epopea all’interno dei Fairport Convention e la collaborazione con Linda Peters, divenuta Sig.ra Thompson e tutte le stranezze di quel mondo della musica nel periodo dal 1967 al 1975.
Un libro che mette ben in risalto la figura di questo artista certamente tra i più interessanti di tutto il panorama britannico e “reo” di aver creato una perfetta miscela tra il folk britannico, in quegli anni relegato nei più neri angoli fuligginosi della vecchia Inghilterra, con il rock’n’roll che dagli USA era arrivato nell’isola per trasformarsi nel rock che tutti abbiamo imparato ad amare.
I Fairport Convention una sorta di “The Band” inglese, capace di andare controcorrente e, assieme ai Pentangle (Jimez, ti prego stupisci ancora una volta), di portare la tradizione popolare britannica al grande fermento degli anni ’70.
Volume consigliato, magari con una buona tazza di te, anche se era l’alcol che predominava nella vita di questi ragazzi.








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