Wendell Berry - La Memoria di Old Jack recensione di Antonio Boschi

Mi sono imbattuto in questo libro di Wendell Berry affascinato ed attratto dall’immagine di copertina che riprende la tela di Grant Wood, “Spring in Town” del 1941 che mi ha permesso di scoprire questo autore, uno dei tanti (purtroppo o fortunatamente, se si considera quanti altri ce ne saranno da incontrare) a me sconosciuti capaci di raccontarci vividamente l’America della provincia.

Berry – classe 1934 di Henry County, nel Kentucky – in questa sua terza opera, datata 1974 – ci fa rivivere, attraverso l’ultima giornata di vita di Old Jack e i suoi ricordi, tutta l’esistenza di un uomo legato alla terra, l’identità rurale e il grande valore della comunità.


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Wendell Berry – La Memoria di Old Jack

Lo fa in un modo molto particolare e diretto, con una scrittura quasi poetica che sa essere dolce e cruda allo stesso tempo, ma che è pregna della vita contadina di cui lo stesso Berry si è circondato dal 1965 quando è ritornato nella fattoria di famiglia dopo gli studi e l’insegnamento di letteratura inglese presso diverse sedi universitarie del Kentucky, New York e California.

Il New York Times lo definì “poeta dell’America rurale” grazie al suo modo di narrare quell’America nascosta, ma la più reale e sincera, quella piena zeppa di valori morali, etici e spirituali, dove il rispetto per l’ambiente, l’importanza della famiglia e del lavoro hanno la precedenza su tutto quello che è superfluo ed inutile ma che – al contrario – sta trasformando l’America stessa.

Verso la fine Wendell Berry scrive: «… il prezzo di vivere oltre il suo tempo è quello di dover sopportare i rumori e gli aggeggi vari della nuova epoca, quell’ignoranza moderna, come ha finito di definirla dentro di sé. L’ignoranza moderna sta nella convinzione della gente di essere più furba della propria natura. Nell’arroganza di non credere a nulla che non possa provare, di non rispettare nulla che non riesca a comprendere, e di non dar valore a nulla che non si possa vendere».

Un romanzo capace di affrontare temi sempre ostici quali la vita e la morte, ma con un’eleganza ed un senso di pace anche nelle più ardue drammaticità.

L’uomo che si spoglia e si confronta con sé stesso, in una vita dura e saggia allo stesso tempo.

Il volume è edito in Italia dalla casa editrice indipendente Edizioni Lindau di Torino che ha in catalogo ben 7 titoli dell’autore statunitense.

Buona la stampa e la cura della carta per la gioia di chi, come me, ama il libro anche per la propria confezione.


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